10 giugno 2020
Oltre il 70% della rete stradale africana è a basso volume e per lo più asfaltata. Questo articolo esamina come il ringiovanimento dell’asfalto crea valore nell’ambito dei vincoli specifici della manutenzione stradale africana.
La rete stradale africana si estende per oltre 3 milioni di chilometri (esclusa la Cina), di cui oltre il 70% è classificato come strade a basso traffico (traffico medio giornaliero inferiore a 2.000 veicoli). Una caratteristica fondamentale di queste strade è che la maggior parte sono asfaltate, non perché l’Africa abbia scelto l’asfalto, ma perché i progetti di aiuto storici e le condizioni di prestito spesso specificavano la pavimentazione in asfalto. Oggi, una parte significativa di queste pavimentazioni ha raggiunto il suo ciclo di riabilitazione principale: la Banca Africana di Sviluppo riferisce che circa il 35% della rete stradale nell'Africa sub-sahariana è in condizioni “cattive” o “molto pessime”. Ciò rappresenta un’enorme necessità di manutenzione, ma allo stesso tempo, i budget stradali nelle nazioni africane sono universalmente limitati: i paesi dell’Africa sub-sahariana stanziano una media dell’1,5-2,5% del PIL per la manutenzione stradale, molto al di sotto del 3-4% raccomandato a livello internazionale. Con tali vincoli di budget, il tradizionale modello “rimuovi e sostituisci” – rimuovendo completamente la vecchia pavimentazione e posizionando una miscela di asfalto interamente nuova – è economicamente insostenibile.
Nel contesto della manutenzione stradale africana, la logica del valore del ringiovanimento dell’asfalto differisce da quella dei paesi sviluppati. In Europa e Nord America, la rigenerazione è guidata principalmente dalle normative sul carbonio e dai prezzi aggregati. In Africa, i fattori principali sono i vincoli sui cambi e l’assenza di catene di approvvigionamento localizzate. In primo luogo, la dipendenza dalle importazioni di bitume: praticamente nessun paese africano produce bitume, e viene tutto importato. Il bitume importato non solo è costoso (compresi trasporti e tariffe), ma è anche esposto alla volatilità dei cambi. L’utilizzo della rigenerazione RAP può ridurre l’utilizzo di bitume fresco di oltre il 60%, tagliando direttamente le spese in valuta estera. In secondo luogo, l’offerta di aggregati instabile: le cave africane variano ampiamente in termini di capacità, qualità e standard ambientali, mentre il vecchio aggregato nel RAP è già materiale locale, non influenzato dalle fluttuazioni della catena di approvvigionamento delle cave. In terzo luogo, capacità tecnica limitata: i dipartimenti di ingegneria nei paesi africani hanno livelli tecnici non uniformi e il sistema 3 in 1 (mix caldo + modifica + ringiovanimento) semplifica la progettazione del mix: l’appaltatore non ha bisogno di aggiungere tre prodotti separati, abbassando la barriera tecnica. In quarto luogo, la compatibilità con gli impianti: la rigenerazione a caldo non richiede attrezzature speciali e può essere utilizzata con gli impianti di miscelazione esistenti, il che è fondamentale per gli impianti africani che spesso invecchiano e hanno scarsa manutenzione.
Il riciclaggio del RAP africano deve affrontare diverse sfide uniche. In primo luogo, fonti di RAP disperse: i progetti stradali africani sono generalmente implementati in segmenti e ciascuna sezione del contratto produce un volume di fresatura limitato, rendendo difficile la creazione di un’offerta di RAP su scala ridotta. Al contrario, un singolo progetto interstatale statunitense può produrre decine di migliaia di tonnellate di RAP da un passaggio di fresatura. In secondo luogo, l’assenza di una classificazione del RAP: la maggior parte dei paesi africani non ha istituito sistemi di stoccaggio del RAP graduati; i materiali di fresatura provenienti da diverse sezioni vengono mescolati insieme, causando ampie variazioni nel contenuto di bitume e nella granulometria degli aggregati, riducendo direttamente il controllo di qualità delle miscele bonificate. In terzo luogo, gli standard tecnici in ritardo: gli standard africani per il riciclaggio dell’asfalto copiano per lo più gli standard europei o americani senza tenere conto delle caratteristiche specifiche dei materiali locali. In quarto luogo, la carenza di capitali: il riciclaggio e lo stoccaggio del RAP richiedono investimenti iniziali (attrezzature di vagliatura, piazzale di stoccaggio), che rappresentano un onere aggiuntivo per i dipartimenti stradali africani già a corto di budget. In risposta a questi colli di bottiglia, il ringiovanente di FangService è stato progettato con una filosofia di "bassa barriera tecnica": concentrato liquido, pompato direttamente attraverso i sistemi di additivi esistenti, che non richiede speciali apparecchiature di stoccaggio o riscaldamento.
In un progetto di riabilitazione stradale secondaria in Nigeria, il dipartimento di ingegneria si è trovato ad affrontare un tipico dilemma: il budget era sufficiente solo per pavimentare il 40% della sezione pianificata, mentre la soluzione convenzionale con conglomerato a caldo costava il 60% in più rispetto al budget. Dopo l'introduzione del ringiovanitore dell'asfalto, il contenuto di RAP ha raggiunto il 55%, la temperatura di miscelazione è scesa da 180°C a 130°C e il costo complessivo è diminuito di circa il 35%, consentendo di completare l'intera sezione entro il budget originale. Dati chiave di questo caso: in primo luogo, la fonte del RAP era la pavimentazione in asfalto di una costruzione del 2010, con un contenuto di bitume di circa il 5,2%, e la penetrazione del bitume invecchiato era scesa dai 65 dmm originali a 28 dmm; in secondo luogo, il dosaggio del ringiovanimento era pari al 10% della massa del bitume RAP e la penetrazione post-ringiovanimento è tornata a 52 dmm (80% del bitume vergine); in terzo luogo, la stabilità Marshall della miscela ha raggiunto i 12,5 kN, soddisfacendo i requisiti tecnici della Nigeria per le strade secondarie. L'importanza di questo caso è che dimostra che, visti i vincoli tecnici e di bilancio dell'Africa, il ringiovanimento dell'asfalto non è una “opzione ambientale idealistica” ma “l'unica soluzione finanziariamente fattibile”.
Nell’ingegneria stradale africana, il valore della rigenerazione del conglomerato caldo (120-140°C) rispetto al conglomerato caldo (170-190°C) è maggiore che nei paesi sviluppati, per tre ragioni. In primo luogo, i prezzi del carburante: i prezzi del diesel e del petrolio pesante in Africa sono tipicamente superiori ai livelli internazionali (compresi i premi dopo la rimozione dei sussidi), rendendo il costo del carburante una percentuale più elevata del costo totale, quindi il risparmio di carburante del 30% derivante dal mix caldo ha un peso economico maggiore. In secondo luogo, l’efficienza delle apparecchiature: gli impianti di miscelazione africani sono generalmente più vecchi e meno efficienti e la riduzione della temperatura di miscelazione riduce direttamente il carico delle apparecchiature e i tassi di guasto. In terzo luogo, le finestre di costruzione: molte aree in Africa non possono lavorare durante la stagione delle piogge, e la finestra di compattazione più ampia della rigenerazione del conglomerato caldo (circa il 30-50% più lunga rispetto al conglomerato caldo) significa che è possibile completare più lavori entro la stagione di costruzione. Inoltre, la rigenerazione con miscela calda riduce i fumi e gli odori, il che ha un significato pratico per la protezione della salute dei lavoratori: nelle condizioni di costruzione dei campi africani, la protezione della salute sul lavoro è spesso una preoccupazione trascurata ma essenziale.
Un valore più profondo del ringiovanimento dell’asfalto in Africa è la sua capacità di trasformare la manutenzione stradale da un “modello dipendente dalle importazioni” a un “modello basato sulle risorse locali”. Secondo il modello tradizionale, i materiali fondamentali per la manutenzione delle strade africane – bitume e aggregati – sono quasi interamente importati o trasportati su lunghe distanze. Ciò significa che i costi dei progetti sono esposti sia alla volatilità dei prezzi internazionali che alle fluttuazioni dei tassi di cambio. Il RAP, al contrario, è un materiale locale: esiste già sulle strade africane e deve solo essere recuperato ed elaborato. Anche il ringiovanimento dell’asfalto è altamente localizzato: sebbene i suoi ingredienti attivi possano provenire da importazioni, può essere diluito e riconfezionato localmente, riducendo il volume e i costi di trasporto. Il valore di questa catena di approvvigionamento localizzata diventa particolarmente importante quando le catene di approvvigionamento globali vengono interrotte da pandemie, sanzioni e conflitti geopolitici: durante la pandemia di COVID-19 del 2020, molti paesi africani hanno sperimentato gravi carenze di bitume con prezzi in aumento di oltre il 50%. Se questi paesi avessero mantenuto elevate scorte di RAP e capacità di rigenerazione, l’impatto dell’interruzione della catena di approvvigionamento sarebbe stato sostanzialmente mitigato.
Per gli acquirenti di progetti stradali africani, la scelta del ringiovanimento dell’asfalto richiede la considerazione di fattori diversi da quelli dei paesi sviluppati. Innanzitutto, la stabilità di stoccaggio: le condizioni di stoccaggio in Africa sono generalmente scadenti (temperatura elevata, assenza di controllo della temperatura) e il ringiovanente deve mantenere la stabilità delle prestazioni in condizioni di conservazione non ideali. Il ringiovanente di FangService controlla la differenza del punto di rammollimento entro 2°C dopo 48 ore a 160°C, superando di gran lunga il requisito industriale di 5°C. In secondo luogo, compatibilità con il bitume locale: i paesi africani utilizzano bitume proveniente da diverse fonti (importati da diversi paesi produttori di petrolio) e il ringiovanente deve essere compatibile con varie fonti di bitume. In terzo luogo, l’accessibilità del supporto tecnico: i progetti africani spesso non dispongono di budget per il supporto tecnico in loco, quindi la capacità del fornitore di fornire supporto tecnico remoto e assistenza nella progettazione del mix è una considerazione chiave. In quarto luogo, le specifiche di imballaggio: gli imballaggi piccoli (ad esempio, fusti da 25 kg) sono più pratici nei progetti africani rispetto agli imballaggi di grandi dimensioni (fusti da 1.000 kg, a causa delle condizioni limitate di stoccaggio e movimentazione in loco. Quinto, prezzo e termini di pagamento: i progetti africani sono generalmente limitati dal budget e la capacità del fornitore di offrire termini di pagamento flessibili e una rete di agenti locali è un'importante considerazione commerciale. View the Asphalt Rejuvenator Supplier
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